Moda Autunno/Inverno 2018/2019

DONNA

La moda Autunno/Inverno 2018/2019 celebra l’individualità, la femminilità, la forza e lo stile con una serie di trend tutti da indossare. Le spalle Anni Ottanta, le stampe animalier, le cappe, il tweed, il tartan e il ritorno dei loghi saranno elementi cardine del nostro guardaroba. Vediamo come i principali stilisti italiani hanno interpretato queste tendenze.

 

GIORGIO ARMANI

La proposta di Giorgio Armani per il prossimo Autunno/Inverno 2018/2019 ci ricorda un pò la Russia un po’ il Medio Oriente con i suoi abiti in velluto, i top impreziositi da cristalli, i turbanti, i cuissard con i lacci e i capelli multicolor in pelliccia ecologica, ma è anche “molto Armani” nella sobria eleganza del completo con pantalone ampio e giacca corta in vita, nei lunghi capotti, nei cardigan leggeri. La cartella colori si assesta sui toni del rosa pallido, del grigio metallizzato e del nero, ma ci sono anche dei rossi, dei viola, dei blu navy. Dopo tutti questi anni, e nonostante tutte queste incursioni multiculturali, però, la giacca resta sempre e comunque il capo cardine del guardaroba di Re Giorgio.

 

 

DOLCE & GABBANA

Camicie sacerdotali, crocifissi, cherubini, giacche cardinalizie e gonne chiaramente ispirate agli abiti papali, tanto viola, felpe con gli angeli, l’iconico tailleur pantalone della maison declinato in lussuoso broccato e chi più ne ha più ne metta. Questa collezione conferma ancora una volta l’eterna fascinazione dei Dolce & Gabbana per l’immaginario cattolico. Mentre i richiami ecclesiastici si susseguono, scritte inneggianti a Santa Moda, Fashion Sinner e Fashion Devotion decorano felpe, T-shirts e pantaloni, seguite da alcuni slogan in latino e da una borsa che riporta un cartello stile hotel “Do not disturb. Stiamo creando ”. Per la sera, lunghi vestiti da sirena ricoperti di paillettes, miniabiti bustier portati con sandali gioiello e i gioielli in pietra dura.

Curiosità: lo stretto legame tra la moda e l’immaginario cattolico quest’anno è particolarmente attuale, tanto da essere anche stato scelto come tema del celeberrimo Met Gala di New York.

 

GUCCI

“Sono felice di essere di essere nato ibrido. Venero e coltivo l’ibridazione” ha dichiarato Alessandro Michele. Ed è esattamente ciò che fa con questa collezione, utilizzando la moda come mezzo per esprimere questioni filosofiche. Del resto il gioco dei contrasti è da sempre nel DNA di Gucci e questa sfilata, in particolare, mixa passato e presente, maschile e femminile, sportivo e sartoriale, snob e pop. Ci sono pellicce coperte di tulle trasparente, disegni di rettili e alieni, lunghi vestiti in velluto, felpe, giacche di tweed, gonne a pieghe, jeans strappati, abitini metallici, lunghe camice abbinate a pantaloni ampi e bomber sportivi portati con gonne di pizzo.

Curiosità: In una location che ricorda chiaramente un ospedale, i modelli di Gucci solcano la passerella portando sotto braccio accuratissime repliche delle loro teste o cullando cuccioli di drago e serpente, mentre una modella sfoggia un terzo occhio al centro della fronte. “Siamo tutti il dottor Frankenstein di noi stessi” ha dichiarato Michele.

 

FENDI

Silvia Venturini Fendi riporta in auge le ampie spalle imbottite che negli Anni Ottanta divennero un’uniforme d’obbligo per le donne in carriera del mondo intero. Lei e Karl Lagerfeld mandano in passerella una splendida collezione fatta di voluminose cappe, cappotti doppio petto plissè in principe di galles lucido, felpe con loghi Anni Ottanta, gonne a tubo con pinces in vita, inserti in pelliccia e stivali in pelle azzurri o gialli. Sul finale, un grazioso abito bianco e varie camicette smerlate stemperano le silhouettes mascoline e confermano ancora una volta, l’incredibile maestranza degli artigiani della Maison.

 

VERSACE

Donatella Versace dedica la sua sfilata autunno/inverno 2018/19 alle donne che hanno il coraggio di cambiare. Sulla passerella propone un punk de luxe che mixa codici british con il gusto barocco tipico di Versace e celebra vari momenti della storia (fashion) inglese, strizzando l’occhio a Vivienne Westwood. È un tripudio di sciarpe delle squadre di football, bustier di pelle, kilt scozzesi, maglioni argyle e stampe tartan, abiti con cappuccio alla James Bond, abiti da sera portati con T-shirts con logo o d’ispirazione rodeo e voluminose gonne colorate.

Curiosità: Versace ha sfilato nella magnifica Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. La sala ha subito ingenti danni durante bombardamenti del 1943 e dieci anni più tardi è stata simbolicamente scelta da Pablo Picasso per ospitare Guernica.

 

PRADA

Una donna forte e al tempo stesso femminile quella di Prada, che Miuccia veste di graziosi vestiti in tulle legati al collo da fiocchi di organza, stretti in vita da bustier/armatura. Orgogliosa e fragile al tempo stesso, abbina gilet da lavoro in montone con ghette in plastica con le ruches, giacche e pantaloni con la zip in colori fluo, vestitini in nylon rosa con frange in PVC. Capi tecnici imbottiti giocano con abitini corti e attillati, mentre i materiali industriali si mixano allo chiffon e i sandali si portano con i calzettoni sportivi.

Curiosità: Prada ha presentato la sua collezione nella Torre della Fondazione Prada, una torre/galleria in cemento bianco inaugurata lo scorso Aprile durante l’ultimo Salone del Mobile che ospita una collezione di arte contemporanea e un ristorante con una terrazza di 160 mq.

 

ERMANNO SCERVINO

Una collezione glamorous e iperfemminile quella portata in passerella da Ermanno Scervino, che apre la sfilata con alcuni deliziosi uniformi da business woman contemporanea, tra forme over e tagli maschili, portati con capotti Anni Quaranta col collo in pelliccia. Poi vira verso lunghi abiti in chiffon, vestiti da principessa con cascate di ruches, abitini in pizzo ed enormi gonne di tulle, portate con le felpe. I colori che compongono la pallette cromatica vanno dal cammello al grigio, al bianco, al nero, fino al beige e al rosa confetto.

 

 

 

SALVATORE FERRAGAMO

Paul Andrew debutta sulla passerella di Salvatore Ferragamo con una collezione vivace, caratterizzata da linee fluide e minimaliste e da un’opulenta cartella colori. Lo stilista inglese era stato inizialmente reclutato dalla maison per disegnare le calzature, ma ha poi finito per occuparsi anche della linea donna, portando sula passerella del brand una ventata di coerenza, freschezza e modernità. Capispalla importanti, come il lungo poncho in pelle, gli impermeabili avvolgenti, i cappotti in satin e i voluminosi spolverini scamosciati, si portano con morbidi stivali al ginocchio. La splendida cartella colori va dal beige, al grigio al blu elettrico, al burgundi, al vermiglio , al verde brillante, al giallo e riprende i colori dell’iconico sandalo con zeppa arcobaleno di Salvatore Ferragamo.

   

MAX MARA

La collezione disegnata da Ian Griffiths rimanda al dress code un po’ maschile tipico della business women Anni Ottanta, cercando l’ispirazione negli archivi Max Mara e aggiungendo un pizzico del suo repertorio punk (Griffits stesso era un punk trent’anni fa). Per l’Autunno/Inverno 2018/19 la donna Max Mara indossa T-shirt illustrate da François Berthoud, grandi cappotti con le frange, kilt scozzesi e cinghie di pelle, gonne lunghe, capotti con paillettes, pantaloni, gonne e guanti in pelle nera. Se un elemento particolarmente maschile appare qua e là, Griffiths si affretta a renderlo più femminile aggiungendo un tocco punk-chic, come nel vestitino seconda pelle con le ruches portato sopra pantaloni affusolati, nei cappotti sartoriali materici buttati sopra lunghe gonne da sera o nelle T-shirt in nappa abbinate a pantaloni attillati.

 

UOMO

Volete essere alla moda il prossimo autunno? Osate un eclettico mix di tartan, righe, stampe, plaid e texture e abbinatelo a spalle extralarge, capi imbottiti, montoni, giacche da pompiere e stratificazioni varie, per proteggervi dal freddo e dal mondo esterno. Un altro trend molto forte è quello dello sportswear (si ancora!) ma reinterpretato in maniera più sofisticata e urbana, con tessuti di grande qualità, per un look molto moderno. Ancora un volta la strada è un osservatorio privilegiato per gli stilisti, che tirano fuori dal cilindro i loghi Anni Novanta, regalando alle loro collezioni un tocco bling bling.

 

GIORGIO ARMANI

Il classico abito doppiopetto, uno dei trend dell’abbigliamento formale per il prossimo autunno, è protagonista anche sulla passerella di Giorgio Armani. Re Giorgio fa sfilare ampi cappotti navy, doppiopetto a otto bottoni con inserti di pelle sulle spalle e giacche doppiopetto, a volte in cashmere decostruito, a volte in materiali inusuali, come quello in velluto tartan. Poi ecco i montoni a pelo lungo da aviatore e i bomber in lana portati con i pantaloni combat infilati negli anfibi, e ancora pantaloni e cappotti in velluto, a coste e non. Per la sera l’uomo Armani sceglie ancora una volta il velluto, nero o verde scuro, con una sorta di scialle in satin che potrebbe tranquillamente sostituire la cravatta.

 

 

DSQUARED2

Ancora una volta il far west è una fonte di ispirazione privilegiata per Dean e Dan Caten, che lo ripropongono anche per la prossima stagione fredda. La loro sfilata è un rodeo glamorous in cui modelli e modelle solcano la passerella indossando camice da cowboy con stampe a fiori o con inserti in cavallino, pantaloni in pelle con le frange e i jeans cinque tasche che sono ormai un tratto distintivo del brand, declinati in varie versioni. L’abilità artigianale del duo emerge soprattutto nei montoni, negli avvolgenti giacconi con ricami in pelliccia, nelle giacche di ispirazione militare e in quelle con le maniche con inserti in paillettes.

 

 

FENDI

Una sfilata intrisa di ironia e humour quella autunno/ inverno 2008/19 di Fendi: un mix di sportswear, streatwear e tradizione. I frequent flyer di lusso di Silvia Venturini Fendi quando viaggiano indossano bluson con logo in pelliccia, montoni, lunghi cappotti in pelliccia a righe, cappelli a falda larga e impermeabili trasparenti. In passerella sfilano montoni, visoni, giacche sportive di pelle a righe, cappucci e cappotti con intarsi di pelliccia portati con pantaloni di velluto a coste e sneakers tecniche. La cartella colori va dalle righe marrone e crema, al beige, al rosa baby e tanto grigio.

Curiosità: Per la terza volta Fendi collabora con un artista emergente. Questa stagione è la volta di Hey Reilly, che Silvia Venturini Fendi ha scovato su Instagram e di cui ha voluto riprodurre le stampe su T-shirts , capi tecnici e sui divertenti copricapo/ombrello.

 

ERMENEGILDO ZEGNA

Alessandro Sartori rivisita gli archivi di Ermenegildo Zegna fondendo sportswear, sartorialità e tecnologie all’avanguardia. Ne risulta una collezione sorprendente, elegante e pulita, in cui il protagonista è l’Oasi Cashmere, un nuovo tipo di tessuto tinto con coloranti naturali e derivati da fiori, erbe, legni, foglie e radici. La collezione trae ispirazione dall’Oasi Zegna, la riserva naturale sulle alpi bielliesi di proprietà dell’azienda: avvolgenti montoni total black, giacche in cashmere, tanta maglieria, capospalla che sembrano cuciti addosso, cappe da montagna, cappotti e giacche jacquard con motivi geometrici che rimandano alle orme degli uccelli sulla neve.

Curiosità: La sfilata di Zegna si è tenuta all’interno degli austeri nuovi spazi dell’università Bocconi, progettati dal celebre studio irlandese Grafton Architects. L’edificio, in stile brutalista, ospita gli uffici dell’università, l’aula magna, le aule per le lezioni, un vasto foyer e spazi per eventi.

 

DOLCE & GABBANA

La sfilata uomo di Dolce & Gabbana per l’autunno/inverno 2018/19 è uno show massimalista, opulento, stravagante e brulicante di giovani talenti e figli d’arte. Niente di nuovo insomma. I modelli e le giovani celebrities, tra cui Christian Combs, Austin Mahone e Cameron Dallas, indossano una serie di frac in broccato dorato, pantaloni aderenti, mocassini in velluto ricamato, lunghi cappotti viola e rossi portati su pantaloni da palestra o a righe super slim.Un completo in broccato rosso si porta con un giaccone fatto di un patchwork di jeans strappati e ricuciti insieme, un bomber con stampa a fiori è impreziosito da angeli dorati, mentre shorts e pantaloni di paillettes si abbinano a giacche da college e a felpe ricamate.

 

 

PRADA

Il nylon nero è uno dei materiali preferiti di Miuccia Prada e il vero protagonista della passerella Autunno/Inverno 2018/19. “In questo momento amo follemente il nylon nero, non ne ho mai abbastanza”, ha dichiarato. E sulla passerella sfilano abiti imbottiti, giacche, shorts, cappotti, pantaloni morbidi, tutti in pocone (una speciale varietà di nylon) e portati con stivaletti alla caviglia. Poi è la volta dei cappottoni voluminosi con le tasche patchwork e delle giacche in pelle sdrucita, mentre t-shirt e shorts sfoggiano disegni di fiamme, rossetti o banane e per ultima sfila una serie di proposte sportswear.

 

 

EMPORIO ARMANI

Una collezione urbana ma chic quella di Giorgio Armani per Emporio, con silhouette molto slim, giacche strette con maniche (quasi troppo) corte e pantaloni molto aderenti, con piccoli risvolti che mostrano le caviglie, portati con capospalla drappeggiati e a più strati. Sfilano capi in tessuti lucidi e preziosi, jacquard, montoni neri lucidati, bomber minimalisti e cappotti da città dal taglio impeccabile, un capotto militare blu scuro chiuso in vita da una cintura in pelle e un delizioso capospalla in velluto blu notte, tutto infuso del tipico charm “armanesco”.

 

 

 

VERSACE

Un vibrante, postmoderno mix di streetstyle, college e punk, con un incursione nella collezione Versace Home. Le frange dei cuscini, grandi spesse e dorate, adornano giacche e felpe, i braccialetti sono posate attorcigliate e nappine in tessuto ciondolano da borse e camicie. L’uomo Versace il prossimo autunno giocherà con i contasti, portando ampi pantaloni in velluto con utilitarie camice tartan, giacche e camicie imbottite, capospalla tigrati, dolcevita e maglioni fucsia, arancione e giallo evidenziatore sotto ad abiti sartoriali.

 

 

MARNI

La collezione disegnata da Francesco Risso ci porta in un mondo ironico, infantile e giocoso, in cui le proporzioni sembrano completamente sbagliate, i pantaloni sono sempre troppo larghi e le maniche delle magliette troppo lunghe. L’uomo Marni indossa completi con disegni di scimmie, strumenti musicali e sedie, montgomery extralarge e coperte avvolte attorno al corpo, scaldamuscoli a righe portati con i sandali. Ci sono elementi sportivi, come una serie di maglioni in nylon ma anche tanta artigianalità, come gli inserti in jacquard oro e rosso, la maglieria e i montoni patchwork, in questa collezione visionaria che alla fine, decostruendo gli outfit più audaci, diventa portabilissima.